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La psicoterapeuta Eva Pattis Zoja, analista junghiana (CIPA, AISPT) e terapeuta della sandplay therapy, vive e lavora a Milano e ha ideato progetti di Sandwork espressivo in ambito internazionale dal 2008: www.sandwork.org.
Ha pubblicato per Moretti Vitali: Curare con la sabbia, una proposta terapeutica in situazioni di abbandono e violenza (tradotto in 8 lingue); Il Mio Nottario, l’ora dei sogni in classe, e Aborto, perdita e rinnovamento, un paradosso nella ricerca di identità.
Il titolo del film è Un milione di granelli di sabbia come quelli contenuti nello scatolone che Eva Pattis ha nel suo studio di psicoanalista junghiana a Milano. I suoi pazienti traumatizzati, sopravvissuti a genocidi, calamità naturali o alla guerra in Ucraina, hanno perso la capacità di raccontare i loro vissuti con le parole, ma possono farlo attraverso l'uso della sabbia e di piccoli oggetti che portano a galla emozioni congelate dal dolore. Un primo passo verso la guarigione.
Nel film Eva Pattis si confronta anche con il trauma intergenerazionale che ha segnato la sua famiglia: le sofferenze della madre e un amore giovanile travolto dalla seconda guerra mondiale. Molti studi - ad esempio sull'Olocausto - confermano che i traumi si trasmettono alle generazioni più giovani, dai nonni ai nipoti.
Man mano che Pattis si addentra nell’inconscio ferito e complesso dei sopravvissuti ai conflitti globali, il documentario riflette sulla natura del trauma psichico, affrontando stati depressivi, sindromi da stress post traumatico, lutti.
di associazione ACMA